Il Festival del Verde è una manifestazione che ha interessato la città di Monza, dal 26 al 29 maggio, a conclusione del Green Street Festival, inaugurato a marzo con la mostra Prima che il Gallo Canti presso il Palazzo dell’Arengario.Nato dalla volontà dell’Associazione culturale Green Street, con il Patrocinio del Ministero del’Ambiente, questo evento può essere considerato un unicum in Italia sia per la ricchezza del calendario eventi previsto sia per l’energia con cui è stato diffuso il messaggio di sensibilizzazione sui temi ambientali.

Ispirato a festival di fama internazionale quali il prestigioso Festival des Jardins, che ogni anno viene organizzato nella splendida cornice del castello di Chaumont-sur-Loire, ed il Chelsea Flower Show, il Festival del Verde ha rappresentato un’occasione preziosa per sviluppare una nuova cultura green e ha testimoniato la volontà di restituire un’immagine di città sempre più verde ed ecosostenibile in linea con le politiche di sviluppo internazionali.
Tutte le proposte hanno avuto luogo nel cuore della città, in spazi e luoghi pubblici tra i quali la Villa Reale, l’Arengario, la Piazza Trento e Trieste ed i Boschetti Reali.
Un vero e proprio percorso verde, fatto di installazioni e giardini effimeri, che ha visto all’opera diverse figure professionali tra vivaisti, architetti paesaggisti, designer e light designer.
Poetica e affascinante la proposta di Labirinto Urbano al Festival dei Giardini ai Boschetti della Villa Reale. Ideato dall’arch. Luigi Ferrario, con l’intervento del light designer Marco Pollice e con l’installazione a verde curata dai Vivai Borromeo, Labirinto Urbano è un giardino composto da elementi architettonici vegetali, anche policromi, progettati nell’ambito della migliore tradizione italiana.
Spiega l’arch. Ferrario: “Il paesaggio della Pianura Padana è da secoli caratterizzato da un insieme di aree a prato e di campi coltivati in stretto rapporto all’attività agricola, capillarmente irrigati da canali e rogge, tipicamente perimetrati da bassi cespugli e piante rampicanti che galleggiano sulla superficie delle acque: campi tra loro collegati da strade vicinali ombreggiate da filari continui di pioppi cipressini. Frequentemente prati e campi si integrano sia con aree a pioppeto, caratterizzate da una piantumazione a trama geometrica, sia, in prossimità degli insediamenti rurali, con strutture lignee regolari per il sostegno di alberi da frutto.”
Ispirato sia alle trame geometriche dei territori della pianura sia alla tradizione del giardino monumentale e urbano, questo giardino fa riferimento al “genius loci” del suo contesto e ne utilizza, reinterpretandoli, tipologie, essenze arboree e materiali.
All’interno del labirinto, elemento compositivo particolarmente misterioso ed intrigante, l’acqua, raccolta in bacini con piante acquatiche e nebulizzata in recinti vegetali, evoca le nebbie delle stagioni invernali.
Il 'Labirinto Urbano' ha, senza dubbio, il pregio di coniugare la bellezza paesaggistica dei nostri territori ad una progettazione d’eccellenza.
L'uso sapiente della luce, grazie alla rigorosa regia del light designer Marco Pollice, esalta e sottolinea le qualità semantiche dell’intervento, dialogando con gli elementi naturali e, formalizzando una nuova possibile sintesi fra natura, cultura e tecnologia, suggerisce nuove forme di qualità urbana.
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