lunedì 26 settembre 2011

"SULLA SOGLIA" SILVIO WOLF al PAC

SILVIO WOLF
 

Sulla Soglia

a cura di Giorgio Verzotti

7 ottobre | 6 novembre 2011

PAC, Milano















Il PAC apre la nuova stagione espositiva con la mostra SILVIOWOLF. Sulla Soglia, a cura di Giorgio Verzotti,
in programma dal 7 ottobre al 6 novembre. Promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano e prodotta dal PAC, la prima mostra personale in uno spazio pubblico italiano di Silvio Wolf, realizzata in esclusiva per il Padiglione d’Arte Contemporanea, fa parte delle iniziative organizzate in occasione della 7a Giornata del Contemporaneo, indetta per sabato 8 ottobre 2011 da AMACI Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiana, di cui il PAC è socio fondatore.
Sette distinte sezioni espositive presentano la sintesi di trent’anni di attività artistica. Silvio Wolf ha progettato un percorso che pone il visitatore al centro di un’esperienza visiva e sensoriale: installazioni ambientali, opere fotografiche e videoproiezioni sono pensate come stazioni di un viaggio che sin dall’ingresso coinvolge il pubblico attraverso immagini senza tempo, nelle quali la luce è l’elemento primario, espressione di un’arte che amplifica la percezione e gli stimoli sensoriali, ponendo il pubblico in una condizione che l’artista definisce “di ascolto”.


L'illuminazione delle opere é stata ideata dall'artista in stretta collaborazione con il Light Designer Marco Pollice.
Insieme essi hanno dato vita ad un progetto d'eccellenza, lavorando non solo sull'estetica ma sulla componente poetica delle opere, trasformando la luce in pura emozione.

La prima sezione presenta Light Wave, l’opera realizzata per la 53a Biennale di Venezia:

la grandiosa scrittura di luce posta sulla soglia del percorso espositivo sigla la dimensione sensoriale della mostra e introduce alle successive stazioni di questo viaggio.


Nelle tre sale seguenti si susseguono i cicli di opere fotografiche: Soglie (immagini simboliche di architetture), Orizzonti (astrazioni del linguaggio fotografico) e Icone di Luce (apparizione e scomparsa dell’oggetto-immagine), che affrontano le principali tematiche dell’artista nel medium fotografico.
Attraverso questi cicli di opere Silvio Wolf esamina con modalità differenti il rapporto di soglia fra reale visibile,  superficie e soggetto. L’immagine fissa di queste quattro sezioni interagisce con quella fluida delle video-proiezioni, che nella quinta sala esplorano in soggettiva spazi pubblici dalla forte connotazione simbolica, e con le suggestioni delle due grandi installazioni site-specific per il parterre al piano terra e la galleria al primo piano.
Le opere ambientali, attraverso l’uso d’irradiazione luminosa, suono, fotografia e superfici specchianti, coinvolgono attivamente lo spettatore all’interno dello spazio architettonico. La loro natura e il loro particolare allestimento richiedono al visitatore ora una posizione immobile e contemplativa, ora d’essere consapevolmente presente in spazi pensati come luoghi attivi di esperienza.
A compimento dell’intero percorso espositivo l’artista ha progettato, in collaborazione con Cinzia Bauci, contralto, e Pier Gallesi, musicista, la performance La Via del Cuore, che sarà presentata dal vivo ai giornalisti al termine della conferenza stampa, le sere dell’inaugurazione e della Giornata del Contemporaneo. La performance sarà successivamente riproposta in forma di registrazione sonora nel corso della mostra. Nata come vera e propria opera nell’opera, essa interpreta usticamente e performativamente la grande opera-vetrata del parterre, le cui dieci sezioni retro-illuminate accolgono simbolicamente lungo altrettante stazioni l’azione dei corpi, la voce umana e il mistico suono dello Shofar, l’antico strumento musicale della tradizione ebraica.


SilvioWolf

(Milano, 1952), Visiting Professor alla School of Visual Arts di New York e docente all’Istituto




Europeo di Design di Milano, realizza opere fotografiche, installazioni e interventi ambientali utilizzando il
video, la luce, la proiezione e il suono.
Ha esposto in musei, spazi pubblici e gallerie in diversi paesi oltre all’Italia, tra i quali Belgio, Canada, Germania,
Inghilterra, Lussemburgo, Spagna e Stati Uniti. Ha partecipato a Documenta VIII a Kassel e alla
53a Biennale di Venezia.




*BIANCO-VALENTE* THROUGH THE WORDS

*BIANCO-VALENTE*
"THROUGH THE WORDS"

OPENING: OCT 1.2011* H.19.00-22.00 until DEC 5.2011

... VOICE GALLERY
366, Z.I. SIDI GHANEM | 40000 MARRAKECH | MAROC

LIGHT DESIGN by MARCO POLLICE
POLLICE ILLUMINAZIONE - MILANO
www.polliceilluminazione.it

Ponti relazionali, coordinate partecipative e punti di contatto tra soggetti di diversa natura o estrazione culturale. Attraverso questi paesaggi linguistici Bianco-Valente hanno costruito, da tempo, un programma
artistico che pone l'accento sul nomadismo visivo e sulla *superconnesione*(virtuale) per edificare un piano regolatore di stampo polifonico, multiculturale, pluridisciplinare. Un discorso, questo, che pone l'accento su un modo diverso di percepire l'opera. Su un nuovo mondo che sta affiorando dagli orizzonti comunicativi della società digitale. Su una interoperabilità utile a riconsiderare il legame – forte o debole che sia - come *primus movens* della creatività e delle sensazioni umane.
Con *Through the Words*, personale che apre i battenti della VOICE Gallery (Marrakech) di Rocco Orlacchio, il duo artistico struttura una nuova economia di scambio intellettuale. Quasi a ricomporre le parti di un puzzle site specific emozionale Bianco-Valente costruiscono, difatti, alcune interconnessioni mentali per misurare e connettere gradi di creatività differente. Fino a suggerire viaggi multipli, progetti e programmi in cui l'essere si pone, contemporaneamente, singolare e plurale (per dirla con Nancy).
La cucitura agìta su una illustrazione cartografica strappata alla cultura locale. Il ritaglio fotografico inviato ad un amico per ricevere, in cambio, uno scritto di riferimento (costruito integralmente sull'immagine ricevuta) o, d'altro canto, il testo spedito ad un artista autoctono (di Marrakech, appunto) per ottenere l'immagine che lo stesso testo ha suscitato nella mente del lettore. *Through the Words* é, dunque, un piano di lavoro in cui l'immagine pensa la parola tanto quanto la parola pensa l'immagine per intraprendere un viaggio tra le maglie, le magie e le sovrapposizioni della vita e delle tante accezioni che la riguardano.
Di una vita che resta, fondamentalmente, l'*orizzonte dentro il quale si tesse la trama dell'opera*